LO STEMMA

Stemma del Comune di Trinità
Decreto di Emanuele Filiberto del 15 Aprile 1561
 
In memoria della fedeltà alla Casa Savoia e dei gravi sacrifici sofferti
dai cittadini di Trinità
nei tempi passati e nelle circostanze di guerra e di occupazione straniera
 
Emmanuel Filiberto

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Per gratia di Dio Duca di Sauoia di Chablais et d'Auosta Principe et Vicario perpetuo dil Sacro Romano Impero Marchese in Italia Principe di Piemonte Conte di Geneua di Geneueis di Beaugeis di Rimonte et d'Ast Baron di Vaud di Gexet di Faucigni Signor di Nizza di Bressa di Vercelli del Marchesato di Ceua, ecc.
 
A tutti sia manifesto qualmente hauendoci esposto li molto diletti nostri Gio. Francesco Damillano et Bernardo Bonada Agenti de la Comunità et uomini de le Trinità che per seruar la debita fede e trattenersi sotto l'obedienza et Dominio de l'Ill.mo et Ecc.mo Sig.r nostro Signor et Padre di felice memoria et indi nostro nel principio de le passate guerre non volendo obedir ai comandamenti dei Ministri Francesi in quei tempi occupatori di gran parte de' nostri Stati un Colonnello di sua M.à christianiss.a chiamato Ielio quale si ritrovava in Sauigliano con buon numero di fanteria et Caualleria con essa se ne andò per espugnar il Castello di detto Luogo de la Trinità il quale non potendo essequir suo dissegno fece abbrugiar la metà de la terra et torgli uomini prigioni con loro facoltà, et il simile fece il signor di Dros un poco appresso essendo Governatore nel Mondeui per la suddetta M.à chr.ma et depoi hanno patito diversi saccheggiamenti, incendii et ruine massime nel tempo che l'Eletto di Centallo teneua Cherasco a nome di sua M.à sudetta, il quale hauendo
Essi de la Trinità in grande odio per la fideltà ed obbedienza ne la quale continoauano
Verso il sudetto nostro Sig.r et Padre più de le volte fece saccheggiar detto Luogo de la Trinità
Et tor gl'huomini prigioni con tutte le facoltà loro et una volta por a fuoco tutta la terra saluo il Castello et sei case che si saluarono per sorte: niente di meno gl'uomini sudetti non volendo per ciò mancar da la sudetta loro fideltà et servitù mai hanno cessato di soccorrer le fortezze et Presidij che si teneuano al'obedienza di detto nostro Signor et Padre, cosa di notabile seruitio per manutenzione d'essi, et segnalatamente a la diletta nostra Città di Cunio, ove hauendoli condotto bona quantità di grani, vini et altre vittuagile con ventiquattro para di boui, et giontoui la notte seguente l'esercito sotto la condotta di Mons.r d'Annenbaud in quei tempi general Luogotenente dil re Ch.mo non artiglieria et altro apparato per espugnarlo, essi huomini de la Trinità condottieri di dette vittuaglie ritrouandosi anchora in detta Città et presidio s'adoperarono si bene per la difesa d'esso con li sudetti carra et boui per la fortificazione, et loro nel combattere contra i nemici che fu d'importantissimo seruitio a la conseruation di quel presidio, il checausò che non potendo i nemici espugnarlo, astretti di ritirarsi, et con pessima voluntà contra detti huomini della Trinità per il soccorso dato come di sopra, detto Mons.r d'Annenbaud mandò tutte le Insegne d'Italliani auuenturieri ad alloggiar in detta Trinità per più giorni dove fecero a la peggio et posero quel Luogo in estrema necessità. Di più nel tempo che li Sig.ri di Gordes Mombasino et la Molla Capi dell'Esercito Regio Hauendo con artiglieria espugnata Villanoua del Mondeui et dopoi voltati a Sant'Albano dove subito hebbero preso il Castello senza grande strepito mandoli solo alquante botte d'artiglieria s'indirizzarono alla volta di detta Trinità et ivi batuto il Castello et ricetto, furono astretti gl'huomini et soldati che vi erano dentro rimetterlo ad essi Francesi li quali do poi che l'hebbero tolto conoscendo la sincera fideltà et affettione ch'essi huomini de la Trinità hauevano
Sempre portata et portauano verso il sudetto nostro Sig.r et Padre et di Noi, contradi essi infiammati ruinorono detto Castello la Chiesa et tutte le muraglie de la Terra, et distrussero la case in modo che gli cauorono sino ai piccoli ferri fermati nei muri, et finalmente gli priuorono d'ogni sostanza et utensilij loro in modo che di gran longa se ne vedrà il segno. Niente di meno non volendo essi poueri huomini mancar de la buona diuotione qual ci portavano non manchauano di soccorrer sempre li presidij nostri di quelle vittuaglie e monitioni che poteuano, per il che molti ne sono stati ammazzati, et altri fatti prigionieri, et generalmente saccheggiato il detto Luogo et massime nel tempo che Mons.r de Brissac hebbe preso Cherasco et venendo con l'esercito et artiglieria per espugnar la detta nostra Città di Cuneo, il quale fece loggiar li Suizzari et altra gente in detta Trinità per un giorno et una notte, quali non lasciarono in quel Luogo sostanza alcuna ad essi poueri huomini, né si può dir maggiore incomodità trauaglij et carichi di quelli quai hanno patiti et sopportati essendo il detto Castello di Sant'Albano et Cherasco ne le mani di Francesi per le grandi estorsioni che d'ogni hora gl'erano fatte da li soldati di quei presidi jet per le contribuzioni et insuportabili carichi che gli faceuano pagar, non perdendo però mai in tante loro tribulationi et rouine la sincera deuotione et buon animo che portauano verso il sudetto nostro Sig.r e Padre et a Noi anchora laonde hauendoci supplicato li sudetti Agenti per la communità et huomini de la detta Trinità che in consideratione de la sincera affetione che sempre hanno portata al sudetto nostro Sig.r e Padre et a Noi anchora et in raccompensa de la buona seruitù fattaci, et danni patiti come di sopra per servitio nostro, di Remunerargli et grattificargli de le cose infra ec. Et considerando Noi quanto ci sia conueniente di usar liberalità et gratitudine verso quelli che nel tempo de la nostra travagliata fortuna hauemo conosciuto si deuoti et affettionati al seruitio nostro; Volendo che, per la loro fideltà che ci hanno sempre seruata, et per li sidagij et rouine come di sopra patite per continuar ne li serviti jet sotto il Dominio nostro Essi Communità et Huomini de la Trinità ne riportino ricompensa in perpetua memoria de la fideltà et ben meriti loro; Ci è parso di esimere si come per queste di nostra certa scienza piena Possanza et con matura deliberatione di nostro Consiglio per Noi, nostri Heredi et Sucessori Essimiamo li detti huomini et Commjunità de la Trinità supplicanti per loro et loro heredi posteri et successori in perpetuo habitanti di detto Luogo de la Trinità da tutti li Peagij Daciti et Gabelle per qual si voglia sorte di mercantie, robbe et vittuaglie quali gl'occorrerà, a qual si voglia d'essi menar, condor et far condur et trafficar per qual si voglia Luogo et parte de' nostri Stati, Eccettuando solo li Duciti di Susa, Asti et Vercelli quali per dette loro robbe saranno tenute pagargli come gli altri sudditi nostri. Di più Doniamo et Concediamo alli detti huomini et Communità supplicanti per loro et loro suddetti Posteri et successori come di sopra ampia et intiera possanza, facoltà et autorità di essigere a commune beneficio d'essi huomini et Communità una Gabella et Pedaggio di tutte le mercantie et robbe solite di pagar secondo il solito de la Patria quali si condurranno da qualsiuoglia persona per il Luogo, o sia finaggio di detta Trinità, et questo alla tassa descritta nell'alligato rotolo. Doniamo et Concediamo di più ad essi huomini et Comunità de la Trinità et ai loro sudetti ampia et intiera Possanza et autorità di poter ogni anno Incomminciando
alla Festa de la Santa Trinità et continuando per tre giorni continui et intieri far et cellebrar in esso Luogo de la Trinità una Fera pubblica, et ogni giorno di Mercore in perpetuo Un Pub.co Mercato; Dando ampia licenza et facoltà ad ogni Persona di qual si voglia grado stato et conditione che sia di poter al suddetto tempo di Fera et giorni di mercato ad esso Luogo de la Trinità liberamente andar star, ritornar et trafficar con ogni sorte di mercantie, vittuaglie et robbe licitecome si suole in tutti gl'altri Luoghi dove si celebrano Fere et Mercati, Dando ad essi de la Trinità gli consimili privilegij et prerogative, Riservandoci però sempre le ragioni nostre. E tacciò che de la fideltà et ben meriti d'essi huomini et Comunità de la Trinità Supplicanti ne resti appresso di Loro Posteri perpetua memoria, oltra le sudette concessioni, gli Doniamo er concediamo le seguenti Arme o sij Insegne. Cioè, Uno scudo diviso in due parti et ne la superior parte vi siano sei basse per sbrego intermezzate delle quali tre siano bianche o vero d'argento et le altre tre turchine, o sia d'azurro et in mezzo de la parte inferiore d'oro o vero di color giallo vi sia una Colomba bianca o vero d'argento et meglio come si rimostra dipinta in questo priuillegio, et la quale Arma o sia Insegna. Vogliano che detti huomini et Communità de la Trinità et suddetti Posteri et Successori la possino usar liberamente in tutte le honeste attioni et farla dipingere et sculpir in sigilli et per tutto dove gli piacerà, et usarla in tutti quei modi che solono usar tutte le Communità de' Luoghi ai quali siano state concesse cotai Arme et Insegne senza impedimento alcuno, ne incorso di pene. Pertanto mandiamo et Commandiamo a tutti nostri Ministri Officiali, Vassalli, sudditi a quali spetterà et le Presenti perverranno che le osseruino et facciano intieramente osservar alli sudetti huomini et Comunità de la Trinità et loro sudetti successori come di sopra senza alcuna difficoltà per quanto stimano cara la gratia nostra et sotto pena a Noi arbitraria, Che tal è la mente nostra, et in fede habbiamo firmato le presenti, Date in Vercelli alli quindici d'Aprile Mille Cinco Cento Sessanta Uno.
 
Firmato E. Filibert, contro firmato Abri

 

 

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