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Comune di Trinità
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Arte e Cultura
Arte e Cultura

Palazzi, monumenti ed altre opere testimoniano un passato di grande fermento artistico e cultuale. Tra le principali opere d'arte figurano la Chiesa parrocchiale, imponente costruzione dell'arch. doglianese Giovanbattista Borra (1750), situata in piazza Umberto 1º, la principalepiazza del paese nella quale fanno da corona altri importanti monumenti:il Campanile romanico dell'antica Parrocchiale (sec. XV) con a lato la Palazzina in stile neoclassico del Castello (sec. XIX) e la seicentesca Chiesa della Confraternita che ospita una pregevole tela del pittore cheraschese Sebastiano Taricco.
La vicina Chiesa Parrocchiale, dedicata alla S.S. Trinità, riporta nella volta degli affreschi di Andrea Vinaj, dei Toscano e del Balbo di Mondovì. Sono inoltre custodite tele di Felice Biscarda (la santissima Trinità), dell'Operti di Bra e del Bongiovanni di Pianfei. Antichi e di certo pregio architettonico anche gli altri edifici del concentrico, come l'attuale sede della caserma dei carabinieri. Sono infine presenti, nel capoluogo e nelle frazioni, diverse Cappelle: l'Annunziata, San Sebastiano, S. Giuseppe, l'Incoronata, la Madonnina, S. Giorgio, Santa Lucia e la Madonna delle Vigne.
Tutte sono storicamente documentate, alcune contengono affreschi di valore.
Nella frazione di S. Giovanni Perucca la Chiesa parrocchiale dedicata a S. Giovanni Battista, rifatta nell'800 e la Cappella della Natività di Maria. Ai Molini la Cappella dell'Addolorata, alla Savella la Cappella di S. Bartolomeo.



Piazza Umberto I

La Piazza costituisce, a Trinità, un complesso architettonico notevole, dominata dall'imponente facciata della Chiesa parrocchiale (1750, opera dell'architetto doglianese Giovanni Battista Borra). La Chiesa, bella e grandiosa, custodisce tele di Felice Biscarra (la SS. Trinità), dell'Operti di Bra, del Bongiovanni di Pianfei e affreschi nella volta di Andrea Vinaj, dei Toscano e del Balbo di Mondovì.
Sulla piazza svetta il Campanile romanico dell'antica parrocchiale (sec. XIX), fiancheggiato dalla palazzina del Castello (sec. XIX) e dalla Chiesa della Confraternita (1658, icona di Sebastiano Taricco).
Anche la caserma dei Carabinieri e gli edifici civili che completano la Piazza sono antichi.
Nel capoluogo e nelle frazioni sono presenti varie Cappelle: l'Annunziata e San Rocco (ambedue del secolo XV) possiedono affreschi di valore. Anche le altre, costruite tra il Seicento e il primo Ottocento, sono significative: S. Sebastiano, S. Giorgio, l'Incoronata, S. Giuseppe, la Madonna delle Vigne, la Madonnina, la Madonna Addolorata ai Molini, di S. Bartolomeo alla Savella e, infine, la chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista (rifatta nell'Ottocento) a S. Giovanni Perucca e nel suo territorio la cappella della Natività di Maria.



Trinità: incontri con la storia e con l'arte

Voluto dall'Amministrazione comunale, il libro é stato curato dalla Società per gli studi storici, archeologici e artistici della Provincia di Cuneo e stampato con il sostegno economico della Banca di Credito Cooperativo di Casalgrasso e S. Albano Stura. Contenuti del libro (pp. 222)

Parte Prima
Le tracce di un fitta presenza ecclesiastica.
Giovanni Coccoluto - La chiesa della Santa Trinità "Non longe a castello Santi Albani" ;
Giancarlo Comino - Potere laico e potere ecclesiastico di fronte al problema delle decime: il caso di Trinità, Bene e S. Albano (secc. XV e XVI).
 Trinità Incontri con la storia e con l'arte

Parte Seconda
Il territorio della Trinità nell'epigrafia, nella toponomastica, nelle fonti catastali.
Antonio Ferrua S.I. - Un sepolcro romano a Trinità;
Anna Maria Rapetti - Trinità nelle fonti catastali: territorio, insediamento, paesaggio agrario fra medioevo ed epoca moderna;
Giulia Petracco Sicardi - Note di toponomastica sul territorio di Trinità.

Parte Terza
Chiese e cappelle: momenti d'arte.
Valentina Assandria - Trinità: breve itinerario artistico;
Beppe Bongiovanni - La Chiesa della Confraternita di Trinità.

Parte Quarta
Giuseppe Muratori, Monografia di Trinità (riedizione pubblicazione del 1879, a cura di Giuseppe Griseri).

"Trinità: incontri con la storia e con l'arte" é stato presentato a Trinità il 23 dicembre 2000.



23 LUGLIO 1944 la Sua storia


il 23 luglio 2020 è la   settantaseiesima ricorrenza della "Brusatà" e quest'anno, causa pandemia Covid-19 non potremo commemorarla come ogni anno con una fiaccolata e la passeggiate lungo le 96 case bruciate dai nazifascisti il 23 luglio 1944. Vogliamo comunque ricordare a tutti i nostri cittadini i tristi eventi di quell'anno funesto.

9 gennaio 1944, giorno di domenica e, quantunque in pieno inverno, il sole splendeva sul paese e, dopo mezzogiorno, la popolazione maschile approfittando della chiara e bella giornata, si riversò sulla piazza Conte Costa e sui viali del parco Allea, chi per passeggiare e chi per giocare a bocce. Era una giornata di festa e  le campane suonavano per il Vespro . Erano le 13,30 e si udì un sordo rumore prodotto da autocarri provenienti da Fossano. Una colonna di automezzi tedeschi  carica di militari, mitragliatrici ed autobombe si fermò presso il peso pubblico, allora era in piazza Conte Costa, scesero i militari, piazzarono le mitragliatrici  e spararono . Colpirono  e ferirono 15 uomini , i più gravi furono portati all'ospedale di Fossano ed i meno gravi all'ospedale di Trinità ma tre ragazzi morirono all'istante: due fratelli Oggioni di 17 e 21 anni ed un ragazzo, Galleano, di 14 anni di Frabosa che era garzone da un panettiere. Per qualche tempo, anche se nell'angoscia perenne, i trinitesi  ebbero un po' di tranquillità ma arrivò luglio e cominciarono i tormenti!. Il 30 aprile ed il 1 maggio venne eseguito un rastrellamento da parte di truppe repubblicane , il 17 giugno di notte una squadra di partigiani fece saltare la cabina di trasformazione della Piaggio rendendo la fabbrica inattiva( costruiva elementi di aerei per i tedeschi), Il 7 luglio verso le 12  una vettura tedesca attraversò l'abitato ed un giovane non residente sparò colpendo un ufficiale tedesco. Verso le 16 giunsero alcuni autocarri  con molti soldati , rastrellarono case portando via il raccolto di tutto l'anno, bestiame ed alle 12,30 appiccarono il fuoco ai granai della famiglia di Valentino Grosso in via Ghiacciaia ed incendiarono 3 case. Fu un anticipo do quello che succederà il 23 .

Il 15 luglio verso le 10 una squadra di partigiani arrivò in piazza Umberto 1°, si fermò 2 ore poi andò alla stazione ferroviaria e prelevò 2 soldati tedeschi che dovevano servire come scambio con partigiani catturati. Immediatamente giunsero in paese i militari tedeschi che prelevarono il commissario prefettizio ed il dottore, il vice curato e 14 giovani. I primi 2 vennero inviati a Cuneo ed i 14 giovani ed il vicecurato al campo di concentramento a Levaldigi. Chiesero di liberare entro le ore 19 i 2 tedeschi presi dai partigiani in caso contrario li avrebbero fucilati tutti.  Tutto finì bene ma l'angoscia restò. Sabato 22 luglio verso le 11, ecco giungere nuovamente dalla Langa un gruppo di giovani partigiani che chiacchieravano allegramente ma, improvvisamente  arrivarono due macchine, 1 tedesca ed 1 di "bande nere" ; si scambiarono le prime raffiche, i partigiani si dileguarono e rimasero solo i tedeschi e le bande nere ma a terra restarono un tedesco ferito grave ed un camerata morto. La truppa si accanì contro la popolazione, vennero radunati uomini, 8 donne e bambini in un cortile, interrogati e maltrattati mentre venne appiccato il fuoco alla casa. Nel pomeriggio verso le 17 un aereo tedesco sganciò bombe su bombe, cadevano dappertutto e devastarono gravemente il paese ferendo  2 persone. Triste presagio di ciò che sarebbe successo la domenica. Le persone intanto si allontanavano dal paese e sulle case apparvero le scritte F(fuoco) e su una FF perché considerato sovversivo ed antifascista. La notte del 23 luglio 1944 apparve calma ma alle prime lici dell'alba, era una giornata di splendido sole, appena suonato l'Angelus, erano le sei, si iniziò a sentire un sordo rumore provenire da Fossano ed una lunga colonna di carri armati con cannoni e mitraglie piazzate, lanciafiamme, lancia bombe, autocarri zeppi di soldati. una fila interminabile .. Si disposero in ordine sulle piazze, sulle strade e bloccando ogni uscita. Seguì la prima parte di un crudele destino, il saccheggio!  La devastazione totale di tutto. Portarono via tutto. dalle cantine, dai fienili, dalle stalle, dai negozi, dalle case. Tutto il lavoro dei nostri nonni perduto per sempre.

Caricarono tutto alla rinfusa, ma ecco arrivare le ore 13! Trinità era un centro prevalentemente agricolo, pieno di cose facilmente infiammabili, dopo la desolazione, dopo il sacco l'INCENDIO. 95 case furono date alle fiamme!! I nostri Padri, i nostri Nonni in pochi minuti furono depredati di tutto ciò che avevano faticosamente ottenuto lavorando duramente tutta la vita!  Trinità trovandosi al centro di una conca naturale ed a ridosso di una collina, le colonne di fiamme fumo sprigionate dall'incendio si scorgevano da lontano e l'allarme   scattò subito tra le popolazioni limitrofe ma l'abitato era circondato dalle truppe nazifasciste e si dovette attendere le ore 16 quando con una pistola lanciarazzi venne dato l'ordine di adunata. Tre giorni e tre notti durò l'incendio lasciando un triste  ricordo che rimarrà nella storia come una delle più grandi calamità scatenate sul nostro caro Paese , sistema già usato da coloro che alcuni secoli prima avevano messo a ferro e fuoco  Trinità per tre volte nel 1554.

Ho voluto ricordare così, con la SUA  STORIA, il nostro Paese quest'anno che ricorderemo per sempre come anno tragico, facendo presente agli attuali trinitesi che la nostra memoria arriva da lontano e che i nostri Progenitori sempre hanno combattuto contro le avversità del destino ma mai si sono piegati e si  dati per vinti. Ricordare il passato è nostro dovere ed è sprone per il futuro. Come racconta la nostra canzone fatta dopo questa tragedia  " l'han brusane, l'han ruvinane - fa pa niente - l'una già ricostruì- ... E se n'duma, poi a vardi la storia,- Trinità, 3 volte è stà brusà- né per vantu e né per gloria- Trinità sempre pi bela l'è diventà.




23 LUGLIO 2015 GEMELLAGGIO CON PETRALIA SOTTANA

Noi, Santo Inguaggiato ed Ernesta Zucco,

 

Sindaci liberamente eletti dai nostri Cittadini,

 

certi di rispondere alle aspirazioni ed alle necessità dei Cittadini con i quali  abbiamo relazioni quotidiane e di cui dobbiamo essere responsabilmente interpreti,

 

consapevoli che la nostra civiltà ebbe la culla nelle nostre autonomie locali, la cui Libertà fu conquistata e difesa a prezzo di pesanti sacrifici per ideali di giustizia e pace,

 

coscienti che l'autonomia locale significa spazi di libertà rispetto al potere centrale, ma che deve altresì un contributo essenziale  all'interdipendenza dei vari livelli democratici per un grande sviluppo globale economico e sociale,

 

considerato che abbiamo in comune un "UOMO" un "GRANDE" CALOGERO BRACCO, che non si piegò ai dettami di una guerra ingiusta e crudele per regalare a noi ed alle future generazioni la Libertà che molto spesso calpestiamo,

 

ribadiamo che le nostre due comunità hanno in essere una triste  ma importantissima pagina di storia  riguardante l'ultimo conflitto mondiale del quale ricorrono i settanta anni, e, la ricorrenza del 23 luglio, anniversario della "Brusatà", ( il 23 luglio 1944 i nazifascisti diedero fuoco a 95 case dopo aver rastrellato l'intero paese)  viene ogni anno ricordata attraverso  varie iniziative,

 

convinti di rinnovare il comune impegno a salvaguardia dei valori per i quali hanno dato la vita tanti soldati comuni cittadini, partigiani e famiglie Italiane tramandandone gli ideali di Giustizia e Libertà a partire dal comune patrimonio della vita e del sacrificio supremo di Calogero Bracco,

 

in questo giorno prendiamo solenne impegno

di suscitare e mantenere relazioni permanenti non solo tra le nostre amministrazioni,ma soprattutto tra i nostri rispettivi Cittadini , al fine di assicurare una migliore comprensione reciproca, una cooperazione efficace, il senso di un destino comune, e quindi un aiuto reciproco nell'affrontare i problemi amministrativi, economici, sociali  e culturali sviluppando la solidarietà e la partecipazione di tutti coloro che vivono ed operano nella nostre comunità.

 

Trinità 23 luglio 2015




Documenti allegati:
GEMELLAGGIO TRINITA' PETRALIA SOTTANA


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