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Comune di Trinità
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CENNI STORICI

Trinità trae la propria denominazione da un antico monastero, ora scomparso, intitolato alla S.S. Trinità e a San Michele Arcangelo, (Ecclesia Sancte Trinitatis et beati arcangeli Michaelis, que sita videtur esse juxta rivum qui digitur ad Viculas, non longe a castello Sancti Albani ) situato non lontano dal castello di Sant'Albano, due km appena, comune con quale costituiva una unica entità, pur disponendo ognuno dei due nuclei di lingua e costumi affatto diversi.
 
Torre campanaria (XV sec.) come si presentava prima dell'intervento di consolidamento statico e di restauro conservativo, realizzato dal Comune tra il 2002 e il 2004.Trinità ha origini antiche, che risalgono al secolo XI: é all'inizio un villaggio che si forma intorno a un insediamento monastico della Santa Trinità e di S. Michele Arcangelo, "situata presso il rio Veglia, non lontano dal castello di Sant'Albano". La prima attestazione in questo senso é del 1008, nelle antiche carte della Chiesa di Asti. Tale riferimento storico é emerso di recente, approfondendo gli studi sulle origini del paese fissate prima nel 1096. Data quest'ultima che portò alle celebrazioni nel 1996 (19 e 20 Ottobre) dei 900 anni di storia del paese. Come località é espressamente citata in una bolla di Urbano III del 1186 ("ecclesia de Trinitate") e nel 1234 é indicata come "Villa de Trinitate".
Le vicende più antiche s'intrecciano con quelle di Sant'Albano, luogo fortificato ("castrum"): tra le due località esisteva l'abitato di San Massimo, insediamento che venne abbandonato nella seconda metà del secolo XIII per ragioni di difesa. A quell'epoca risale la costruzione del castello di Trinità sul sito del precedente monastero.
Legata, anche amministrativamente, ai Vescovi di Asti, la Trinità ebbe poi dal secolo XIV il dominio dei marchesi del Monferrato e dei principi di Acaja per passare tra i possessi dei Savoia con Amedeo VIII. Nel 1412 fu assegnata in feudo al conte Lodovico Costa, che era anche Signore di Bene e di Carrù.
 
Nel 1554, all'epoca della guerra tra Francesco I di Francia e l'imperatore Carlo V, Trinità ebbe a subire la devastazione del suo territorio e la distruzione del castello e dell'intero abitato da parte delle truppe francesi. I trinitesi - denominati da allora "brusatà" - ottennero nel 1561 particolari riconoscimenti da Emanuele Filiberto per la loro provata fedeltà alla Casa Savoia: il duca assegnò al Comune lo stemma e concesse vari privilegi ed esenzioni.
La storia del paese é in seguito segnata dalle guerre del Piemonte con la Francia, dalle crisi economiche e sociali per le pestilenze, dalle drastiche riduzioni della popolazione e dalla ripresa con nuove immigrazioni; ed é anche segnata dalla grande dignità di un popolo tenace, capace di rinnovarsi e di ricostruire.
Nel Settecento, epoca anch'essa di grandi prove, la comunità ricostruì la sua chiesa e ingrandì l'antico Ospedale che esisteva già da secoli.
L'Ottocento fu stagione di particolare qualità con uomini di valore e di ingegno, in tanti campi della vita civile, religiosa, culturale e sociale.
Durante la guerra di liberazione, Trinità visse un vero calvario di sofferenze: il 23 luglio 1944, a ribadire l'antico appellativo di "brusatà", il paese fu incendiato dai tedeschi: 90 abitazioni furono date alle fiamme.

 

 

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