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GIORNO DELLA MEMORIA 27 gennaio 1945 27 gennaio 2021

Il 27 gennaio è una ricorrenza internazionale per commemorare le Vittime dell'Olocausto.
Si ricorda il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche entrarono ad Auschwitz liberando i superstiti e denunciando al mondo il genocidio nazista. La tragedia della Shoah si ricorda in tutta Italia, in parlamento, nelle scuole e nei comuni.
Quest'anno, causa la pandemia, non potremo farlo come in passato con incontri e serate in biblioteca ma voglio comunque rivolgermi a voi in modo virtuale per non dimenticare mai gli orrori dell'olocausto. 
Domenica 24 gennaio Rai 1 in seconda serata ha trasmesso un documentario sull'argomento molto toccante. Si sono incontrati , senza conoscersi e per la prima volta, presso il campo di concentramento di Auschwitz e presso le fosse Ardeatine i famigliari dei deportati e dei carnefici. Il dolore di entrambe le famiglie era tangibile ma mi ha colpita lo sconforto degli ultimi, l'impossibilità del perdono e l'infelicità del pesante passato. 
Shoah significa "catastrofe, tempesta devastante" ed è la parola  più appropriata per descrivere ció che avvenne non solo per il popolo ebreo, ma per i diversi, per gli zingari e per tutto il mondo. 
Sono stati sterminati 6 milioni  di Ebrei, 200 mila zingari, 250 mila disabili. I civili sovietici vittime del nazismo sono circa 7 milioni più 3 milioni di prigionieri di guerra. I polacchi 18 mila, i cittadini serbi 312 mila.
I criminali comuni che includono i cosiddetti "asociali" tra cui migliaia di omosessuali circa 70 mila.
Si inizió a parlare di "genocidio" la prima volta nel 1946 con il processo di Norimberga. 
Genocidio significa " uccisione deliberata di un intero popolo" e, purtroppo, non si tratta dell'unico episodio della storia: nel '900 ci fu quello degli Armeni in Turchia durante la 1^ guerra mondiale, la deportazione di Stalin di milioni di contadini il 1930-40, la dittatura comunista in Cambogia tra il 1975-76; lo sterminio degli Incas e degli Aztechi nelle Americhe e le crociate nel medioevo, ma la peggiore è la Shoah che rende unica la "soluzione finale" per uno sterminio pianificato, la cancellazione totale degli Ebrei.
Il modo migliore per ricordare quell'orrore e farlo conoscere ai giovani è il racconto di chi lo ha vissuto in prima persona. Molti di noi, meno giovani, hanno avuto in famiglia o contattato deportati e sentito dichiarazioni molto dolorose che non possono e non devono esaurirsi col ricordo ma abbiamo il dovere e l'obbligo di tramandarle alle generazioni future.
Liliana Segre che tutti noi conosciamo per il Suo impegno politico e per le Sue testimonianze ha detto:" Non ho mai perdonato, come non ho mai dimenticato". Primo Levi nel Suo libro "Se questo è un uomo" racconta gli orrori di quei lager, la morte, le torture e l'annintamento morale con la difficoltà dei sopravvissuti di vivere e di raccontare e di non essere creduti. dice" Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario. Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi. La peste si è spenta, ma l'infezione serpeggia."
Questo è ció che noi dobbiamo fare - non dimenticare- perchè il passato non ritorni mai più.
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