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TRINITA' trae la propria denominazione da un antico monastero,
ora scomparso, intitolato alla S.S. Trinità e a San
Michele Arcangelo, (Ecclesia Sancte Trinitatis et beati arcangeli
Michaelis, que sita videtur esse juxta rivum qui digitur ad
Viculas, non longe a castello Sancti Albani ) situato non
lontano dal castello di Sant'Albano, due km appena, comune
con quale costituiva una unica entità, pur disponendo
ognuno dei due nuclei di lingua e costumi affatto diversi.
Trinità ha origini antiche, che risalgono al secolo
XI: é all'inizio un villaggio che si forma intorno
a un insediamento monastico della Santa Trinità e di
S. Michele Arcangelo, "situata presso il rio Veglia,
non lontano dal castello di Sant'Albano". La prima attestazione
in questo senso é del 1008, nelle antiche carte della
Chiesa di Asti. Tale riferimento storico é emerso di
recente, approfondendo gli studi sulle origini del paese fissate
prima nel 1096. Data quest'ultima che portò alle celebrazioni
nel 1996 (19 e 20 Ottobre) dei 900 anni di storia del paese.
Come località é espressamente citata in una
bolla di Urbano III del 1186 ("ecclesia de Trinitate")
e nel 1234 é indicata come "Villa de Trinitate".
Le vicende più antiche s'intrecciano con quelle di
Sant'Albano, luogo fortificato ("castrum"): tra
le due località esisteva l'abitato di San Massimo,
insediamento che venne abbandonato nella seconda metà
del secolo XIII per ragioni di difesa. A quell'epoca risale
la costruzione del castello di Trinità sul sito del
precedente monastero.
Legata, anche amministrativamente, ai Vescovi di Asti, la
Trinità ebbe poi dal secolo XIV il dominio dei marchesi
del Monferrato e dei principi di Acaja per passare tra i possessi
dei Savoia con Amedeo VIII. Nel 1412 fu assegnata in feudo
al conte Lodovico Costa, che era anche Signore di Bene e di
Carrù.
Torre campanaria (XV
sec.) come si presentava prima dell'intervento di consolidamento
statico e di restauro conservativo, realizzato dal Comune
tra il 2002 e il 2004.
Nel 1554, all'epoca della guerra tra Francesco I di Francia
e l'imperatore Carlo V, Trinità ebbe a subire la devastazione
del suo territorio e la distruzione del castello e dell'intero
abitato da parte delle truppe francesi. I trinitesi - denominati
da allora "brusatà" - ottennero nel 1561
particolari riconoscimenti da Emanuele Filiberto per la loro
provata fedeltà alla Casa Savoia: il duca assegnò
al Comune lo stemma e concesse vari privilegi ed esenzioni.
La storia del paese é in seguito segnata dalle guerre
del Piemonte con la Francia, dalle crisi economiche e sociali
per le pestilenze, dalle drastiche riduzioni della popolazione
e dalla ripresa con nuove immigrazioni; ed é anche
segnata dalla grande dignità di un popolo tenace, capace
di rinnovarsi e di ricostruire.
Nel Settecento, epoca anch'essa di grandi prove, la comunità
ricostruì la sua chiesa e ingrandì l'antico
Ospedale che esisteva già da secoli.
L'Ottocento fu stagione di particolare qualità con
uomini di valore e di ingegno, in tanti campi della vita civile,
religiosa, culturale e sociale.
Durante la guerra di liberazione, Trinità visse un vero
calvario di sofferenze: il 23 luglio 1944, a ribadire l'antico
appellativo di "brusatà", il paese fu incendiato
dai tedeschi: 90 abitazioni furono date alle fiamme.
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