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CAPPELLA DI SAN GIORGIO (XVI SEC.)

Cappella di San Giorgio (XVI Sec.)
Descrizione: Documentata fin dal secolo XVI, la cappella di S. Giorgio sorge fuori dall’abitato, sulla strada per Fossano e conserva, nella facciata, un dipinto che può essere datato alla fine del ‘500: sul cavallo bianco, che s’impenna come dopo una rincorsa, il santo è vestito alla maniera dei soldati romani, nella destra la lunga lancia che inforca il drago. In disparte la figlia del re - vittima votata a crudele sacrificio - che ora è salva e con lei tutta una città che viveva nell’incubo per la presenza dell’orrendo mostro assetato di sangue. Dallo sfondo sfumato dell'affresco emerge l'antico campanile simbolo di Trinità. È in succinto la leggenda che circonda la figura storica di S. Giorgio: martire del IV secolo di Lidda, in Palestina, diventato talmente famoso in oriente e in occidente, da perderne i contorni storici: ma leggenda qui sta a dire il favore popolare e la simpatia per un santo che ha affrontato grandi prove e ha subito la morte per essere fedele al Signore. S. Giorgio morì decapitato nella persecuzione di Diocleziano (un ciclo di affreschi sul suo martirio, con un importante catechesi sul battesimo, si trova nella chiesa parrocchiale di Villar San Costanzo). Il culto di S. Giorgio é esteso ovunque nel mondo, patrono di paesi e città, fin della stessa Inghilterra. In lui sono allo stesso tempo la mitezza e la forza: il suo nome vuol dire agricoltore, uomo dei campi, trasformato in soldato per l’esercizio delle armi spirituali elencate da S. Paolo nella lettera agli Efesini (cap. 6). S. Giorgio a cavallo ha ispirato, tanti secoli fa, la costruzione della cappella, promotori - certamente - i cavallanti e i carrettieri di Trinità, numerosi allora e fino al recente passato. Un diploma di Emanuele Filiberto, che premia di elogi ed esenzioni gli “huomini de la Trinità”, riconosce che essi, al tempo degli assedi, “havevano condotto a la città di Cunio bona quantità di grani, vini et altre vittuaglie con ventiquattro para dei buoi”. “In vero - leggiamo ancora nel Muratori - non é gran tempo che dai nostri carrettieri si faceva grande trasporto d’olio e di carbone a Torino ed altrove”. Erano viaggi difficili su strade pericolose: “quella di Fossano era una viuzza dei campi, che per vari angoli e curve, rasentando S. Bartolomeo e tirando innanzi per la Savella, faceva capo al porto di S. Lazzaro. Meno male se questo fosse sempre stato praticabile! Nelle piogge primaverili ed autunnali, nella fondita delle nevi, la Stura non permetteva il varco...”. E poi non erano rari i casi di brigantaggio di notte, con pericolo di perdere, con il carico, anche la vita. E come c’era San Cristoforo a proteggere i viandanti e i pellegrini, così ci voleva S. Giorgio per chi andava a cavallo. Ecco l’origine della cappella, che oltre all’affresco sotto il portico, non presenta altri richiami d’arte. Tuttavia la costruzione ha sfidato i secoli e ancora oggi è luogo di preghiera e si celebra la Messa la mattina della festa. Poi si benedicono i cavalli, ormai pochissimi, e le macchine. Alla festa del Santo era legata anche la corsa dei cavalli, poi interrotta a seguito di un grave incidente.
Cappella di San Giorgio (XVI Sec.)

San Giorgio e il drago - F. Vitale (1952)
San Giorgio e il drago - F. Vitale (1952)

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