| Chiesa di S. Elisabetta (pres. XVI Sec.) |
| Descrizione: È attigua alla Confraternita dei Battuti Rossi e al
campanile. Si tratta di un’aula medievale, prima
oratorio della stessa Confraternita e in seguito,
alla metà del ‘600, con il trasferimento dei confratelli
nella nuova sede, è divenuta la chiesa
della Compagnia di S. Elisabetta, che è l’espressione
“al femminile” delle associazioni religiose
laicali. Le consorelle, maritate o vedove, erano
dette “Umiliate” e vestivano un saio giallo.
Le “Umiliate” avevano assunto come patrona
S.Elisabetta d’Ungheria, moglie e poi vedova di
Ludovico Langravio (principe) d’Assia e
Turingia, in quanto rappresentava un modello di
virtù per le donne, sia coniugate, sia vedove. La
Compagnia di S. Elisabetta celebrava la festa il
19 novembre, nella propria chiesa, in modo
solenne, addobbando l’altare con arredi e tappezzerie.Ogni anno nominava le proprie rettrici (o priore), le quali si occupavano degli obblighi
della Compagnia. Allestivano le funzioni sacre ed accompagnavano le sepolture
insieme alla Compagnie delle Figlie di Maria (eretta con bolla vescovile il 16 maggio
1918), di S. Luigi Gonzaga, detta dei Luigini, nata il 5 settembre dello stesso anno e
dei disciplinanti della Confraternita di S. Giovanni Evangelista, detta dei "Battuti
Rossi". L’interno della chiesa è a navata unica con volte a crociera. Alle pareti vi sono
cinque quadri, opere di Francesco Toscano, che illustrano scene della vita di Santa
Elisabetta. La pala d’altare, dello stesso autore, raffigura il "transito" della Santa.
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L'interno della chiesa di S. Elisabetta con sulle pareti i dipinti di alcune scene della vita della santa e sul fondo il crocifisso ligneo del '400
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