| Chiesa Parrocchiale della Santissima Trinità (XVIII Sec.) |
| Descrizione: Fu costruita con il concorso della comunità trinitese
in sostituzione di quella precedente che sorgeva
accanto all’attuale campanile romanico del
XV secolo (consolidato e restaurato ad opera del
Comune tra il 2002 e il 2004) e che minacciava di
cadere in rovina. Della ex chiesa abbaziale della
Santa Trinità sono ancora visibili, alla base della
torre campanaria, l’impronta dell’abside centrale
e l’attacco della navata laterale.
Dalla visita pastorale di mons. Gerolamo
Scarampi nel 1582, si evince che l’antica parrocchiale
era a tre navate e possedeva undici altari
non consacrati, alcuni eretti a ridosso di pilastri,
altri costruiti all’interno di cappelle.La chiesa parrocchiale è opera dell'arch. G. B.
Borra, doglianese (1713-1786), che ne tracciò il
progetto nel 1759. La costruzione durò 18 anni; la
solenne consacrazione risale al 7 ottobre 1797.
Lo stile della chiesa si pone tra il barocco e il neo-classico. La facciata, tutta in mattoni
a vista, è composta di due parti nettamente distinte: quella inferiore costituita dal
portico, che si protende in avanti ed è sormontato dalla balconata in pietra arenaria,
quella superiore coronata dal grande timpano con l'emblema della SS. Trinità, al di
sopra del finestrone incluso nell'ampia curva di arco a tutto sesto. La chiesa è davvero
imponente nelle sue dimensioni: misura internamente 21 metri di altezza, 41 di lunghezza,
22 e 50 di larghezza.
L'interno è a navata unica, notevole per il grande spazio e per l'abbondante decorazione.
La volta a botte è illuminata da grandi finestre e termina nel largo semi-catino
absidale. Lateralmente si aprono sei cappelle. Sul lato dell’Epistola (a destra entrando)
si trovano le cappelle di S. Giuseppe, di S. Francesco Saverio (patrono di Trinità
prima di S. Giorgio) e della Concezione. Al primo altare si riuniva la compagnia di S.
Luigi Gonzaga fondata nel 1818 e presumibilmente anche quella più antica degli
Agonizzanti fondata sotto il pontificato di Innocenzo XIII nel 1721. L’altare di S.
Francesco Saverio era di patronato del Comune, mentre la cappella della Concezione
ospitava la congregazione dei sacerdoti sotto il titolo di S. Filippo Neri e del Terz’
Ordine francescano, che nel 1885 contava più di 160 iscritti. Sul lato del Vangelo (a
sinistra entrando) si trovano la cappella di S. Caterina e S. Vincenzo, quella del
Suffragio e infine la cappella del Rosario.La famiglia dei Conti Costa, signori di Trinità, Bene Vagienna e Carrù dal XV secolo,
possedeva una tribuna in chiesa sul lato del Vangelo. La chiesa parrocchiale, dedicata
alla S.S. Trinità, presenta un ricco repertorio di produzione pittorica settecentesca,
al quale si intrecciano più opere seicentesche probabilmente provenienti dall’antica
parrocchiale, nonchè pale e decorazioni eseguite nel corso del XIV secolo.
Il desiderio della Comunità di avere una chiesa prestigiosa è evidente, non solo dall’imponenza
degli altari in stucchi policromi e dai dipinti di buona qualità, ma anche
e soprattutto dalla committenza per la pala del coro a un pittore come Giovanni
Battista Biscarra.
In vista del bicentenario della dedicazione della Parrocchiale alla SS. Trinità, celebrato
nel 1997, la facciata della chiesa è stata sottoposta a un intervento di restauro conservativo
che ha restituito all'edificio l'antico splendore. I lavori, ordinati dalla
Parrocchia, sono stati realizzati tra il 1995 e il 1996. Il campanile, di stile romanico lombardo, è l’unica testimonianza superstite della vecchia parrocchiale, demolita nel Settecento, sorge poco distante dall’attuale edificio sacro.La slanciata costruzione culmina con un’alta guglia prismatica circondata, ai quatto angoli di base, da altrettanti pinnacoli in cotto.
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Giovanni Battista Biscarra SS. Trinità Chiesa parrocchiale, coro (1831)
Pittore romano SS. Trinità con anime purganti Chiesa parrocchiale, sacrestia (terzo quarto del XVII secolo)
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