| Chiesa della Confraternita di San Giovanni Evangelista o dei Battuti Rossi (XVII Sec.) |
| Descrizione:
È ubicata sul lato sinistro della Piazza
Umberto 1°, in alto, tra il campanile romanico
e la “casa dei portici”. Fu costruita nel
XVII secolo (1657-1658) poiché la
Confraternita della S.S. Trinità (sodalizio dei
disciplinanti le cui origini risalgono al XV
secolo) aveva la necessità di ampliare la propria
sede per le funzioni e le riunioni. Il primitivo
oratorio dei confratelli era l’aula
medievale, ancora esistente, posta ai piedi
dell’antico campanile che, alla metà del ‘600
divenne la chiesa delle Umiliate, le consorelle
di S. Elisabetta.La chiesa della Confraternita si presenta
sobria e lineare: la facciata è piana, appena
mossa da due nicchie laterali al portale che
ospitano le statue della Fede e della Carità.
Le lesene sono caratteristiche, con il loro non
casuale colore rosso, ripreso anche nel campanile.
Conclude la facciata il timpano con il
“titulus”, la dedicazione a Dio ottimo e massimo
e a S. Giovanni Evangelista, con l’anno
1801, data della primitiva decorazione e l’anno
1987 a ricordo di un intervento di restauro
proseguito negli anni successivi. Il campanile
della Confraternita, elegante nella forma
e nei colori, conserva un’antica campana fusa
a S. Albano nel 1770.L’interno della chiesa è un perfetto rettangolo,
costituito da un’unica navata: l’aula si apre con una tribuna sorretta da sei colonnine
in stile ionico. La volta è a botte con degli spicchi, l’altare è in stucco marmorizzato
e dipinto. Nel centro si conservano, in un’urna argentata con fregi, le reliquie
di San Venturino e San Amato. Interessanti sono il presbiterio, il pulpito in legno, la
tribuna e la colonna per l’acqua santa. All’interno, nella tribuna, i banchi erano disposti a parlamento, mentre al centro si
sedevano i rettori (o priori) che conducevano gli uffizi. In un angolo, per comoditàdei confratelli, c’era la corda della campana con la quale essi davano i segnali dei
divini uffizi, invitavano i fedeli alla preghiera ed avvertivano la minaccia di un temporale.
Il libro dei conti dei confratelli conteneva deliberazioni della Confraternita e
conto spese. Il tesoriere pagava materialmente i pittori o gli artigiani che vi lavoravano.
I confratelli (o disciplinanti) erano chiamati “Battuti Rossi” dal colore della divisa:
una cappa e mantellata di colore rosso con cingolo ai fianchi. I confratelli vantavano,
fin dal 1583, l’aggregazione all’Arciconfraternita romana della S.S. Trinità. Ad una
regolata ed esigente vita spirituale si affiancava un’attenta amministrazione dei beni
che la Confraternita possedeva consentendole la gestione dell’Ospedale della S.S.
Trinità (l’attuale Soggiorno per anziani), amministrato fino alla metà dell’800, l’accoglienza
dei pellegrini, l’assistenza ai malati, ai bisognosi e ai poveri nelle ricorrenti
carestie.
La chiesa conserva una bellissima pala di Sebastiano Taricco (S.S. Trinità con S.
Giovanni Evangelista) del 1689, inserita entro un raffinato dossale in stucco dorato
e dipinto da attribuire a maestranze lombardo-ticinesi. Tra gli altri dipinti in chiesa è
da segnalare una Natività con santi di influenza clarettiana e un’Ultima cena tardo
settecentesca di timbro veneto, da avvicinare alla cultura di Giuseppe Chiantore. La
testimonianza più antica, relativa alla Confraternita della S.S. Trinità è un Cristo crocifisso,
opera lignea della prima metà del ‘400 con croce ottocentesca, restaurato
negli anni ‘90 del Novecento, custodito nell’antico oratorio di S. Elisabetta.
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Sebastiano Taricco SS. Trinità con S. Giovanni Evangelista Confraternita di S. Giovanni Evangelista (1689)
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